AUROBINDO YOGA SADHANA
Gennaio 2026
AUROBINDO YOGA SADHANA
Gennaio 2026
18 Gennaio 2026
LE BASI DELLO YOGA 5 - Sincerità
Gli uomini in ogni caso sono degli esseri complessi e nella loro natura le qualità e i difetti si mescolano in modo quasi inestricabile. Ciò che un uomo vuol essere o vuole che gli altri vedano in lui o ciò che egli è da un lato della sua natura o in alcune relazioni può essere assai diverso da ciò che egli è di fatto o in altre relazioni o da un altro lato della sua natura.
Essere assolutamente sinceri, schietti, aperti, non è un’impresa facile per la natura umana. È soltanto grazie allo sforzo spirituale che vi si può riuscire – e per farlo serve un rigoroso sguardo introspettivo, un’auto-osservazione scrupolosa, che non lasci nulla da parte, di cui molti sadhaka o persino Yogi non sono capaci; vi si può riuscire soltanto per il tramite di una Grazia illuminante, che riveli il sadhaka a se stesso e che trasformi tutto ciò che in lui vi è di imperfetto. E persino allora, soltanto se egli stesso acconsente e si presta interamente all’azione divina.
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Che vi siano delle imperfezioni, persino delle numerose e gravi imperfezioni, non può essere un ostacolo permanente allo Yoga. […] L’unico ostacolo che può essere permanente – ma non necessariamente, perché anche questo può cambiare – è l’insincerità […].
Se le imperfezioni fossero un ostacolo, allora nessun uomo potrebbe riuscire nello Yoga; perché tutti sono imperfetti, e non sono poi così certo, da quello che mi è capitato di vedere, che quelli che hanno le maggiori capacità per lo Yoga non siano proprio quelli che molto spesso hanno, o hanno avuto, anche le maggiori imperfezioni.
Nello Yoga ciò che conta alla fine è la sincerità e con essa la pazienza di andare fino in fondo, perché – lo dico ancora basandomi sull’esperienza personale – malgrado possano esserci conflitto, impazienza, depressione, scoraggiamento, stanchezza, perdita temporanea della fiducia, una forza più grande del proprio sé esteriore, la forza dello Spirito, la spinta del bisogno dell’anima, li spinge attraverso ogni annuvolamento o annebbiamento alla meta che li attende.
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Sincero è semplicemente un aggettivo, che significa che la volontà dev’essere una volontà autentica. Se tu semplicemente pensi “io aspiro” e poi fai cose in contrasto con l’aspirazione, o segui i tuoi desideri o ti apri a influenze contrarie, allora non è una volontà sincera.
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La sincerità viene dapprima mantenendo costante l’aspirazione o volontà centrale, poi con l’onestà di vedere e di ammettere che c’è il rifiuto di alcune parti dell’essere, e, infine, con l’intenzione di farla arrivare anche lì, per quanto possa essere difficile.
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La cosa più importante per la purificazione del cuore è un’assoluta sincerità. Non fingere con se stessi, non nascondere nulla al Divino o a se stessi o al Guru, osservare la propria natura e i propri moti per quello che sono, avere una volontà autentica di rettificarli.
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Se la volontà centrale è sincera, ogni riconoscimento di un errore può diventare un ulteriore passo verso un moto più vero e un maggiore progresso.
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Quando c’è un qualcosa nella natura che va superato, richiama su di sé costantemente degli avvenimenti che lo pongono sotto esame, finché il sadhaka non se ne esce vittorioso e libero. Almeno è una cosa che succede spesso, specialmente se quella persona sta facendo uno sforzo sincero di andare oltre.
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Fintanto che ci sarà la sincerità completa, la Grazia divina sarà presente e assisterà ad ogni istante del cammino.
Sri Aurobindo - Lettere
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Callistephus chinensis (L.) Nees.
Significato spirituale dato dalla Madre:
Trasparenza integrale - è il risultato di una buona volontà e di una perfetta sincerità